Sabato 25 settembre, ore 9.00 – 13.00 in occasione di Educa si è svolta presso il Palazzo Istruzione una sessione formativa dal titolo “I new media per l’educazione” a cura di Google Italia, Istituto degli Innocenti e Save the children.
Ecco il video dell’evento prodotto dai ragazzi di “grandangolo”
Domenica 26 settembre, ore 10.30 – 12.30, sempre all’interno di Educa, nella Sala Convegni di Palazzo Fedrigotti, si è svolta una tavola rotonda dal titolo: “Generazioni e Media: se le parole diventano mute” con Mario Morcellini, Barbara Schiavulli, i giovani di Grandangolo, Terra del Fuoco, Ragazzi e stampa, Sambaradio; moderatore Alberto Faustini.
Nel corso di questo secondo appuntamento si è sviluppato un dibattito coinvolgente che messo in dubbio alcuni luoghi comuni: per esempio alcuni studi hanno dimostrato che la maggiore quantità di strumenti di comunicazione non è sufficiente, di per sè, a migliorare la consapevolezza del cittadino e la partecipazione critica alla vita sociale. Il web permette oggi di superare le barriere di spazio ed i confini degli Stati; attraverso la “comunicazione orizzontale” è possibile una maggiore circolazione di informazioni e chiunque può comunicare ciò che pensa, ma quali notizie arrivano veramente a destinazione? Sembra che siano in continuo aumento coloro che scrivono, mentre diminuisce chi legge.
Sono emerse anche alcune domande scottanti quali ad esempio:
- Sta cambiando il rapporto tra mass media e lettori? Se sì, i cambiamenti stanno andando nella direzione giusta? Se no, in cosa sarebbe necessario che cambiasse?
- Quale deve essere il ruolo della scuola in rapporto agli stravolgimenti della società dovuti ai nuovi media? Qual è la causa della crisi dell’istituzione scuola e quali i possibili rimedi?
- Se è vero che non c’è una grande partecipazione alla vita sociale (in particolare dei più giovani) e la società è diventata più individualista, a cosa è dovuto ciò? Quali possono essere le possibili conseguenze? Quali i rimedi?
- Quanto pesano sulla qualità dell’informazione i condizionamenti della pubblicità e degli “indici di ascolto”?;
- C’è ancora spazio per “il sogno di un futuro migliore”?