I bambini necessitano di maggiori strumenti per bloccare le minacce online

Un nuovo studio della Commissione Europea, condotto da EU Kids Online su più di 25.000 bambini in 25 paesi europei e sui rispettivi genitori, raccomanda alle aziende ICT di fornire maggiori strumenti tecnici per bloccare, filtrare o segnalare contenuti e contatti pericolosi.
 
Il rapporto afferma che sia i bambini che i genitori si sentono rassicurati quando hanno a disposizione strumenti che permettono loro di prendere provvedimenti e agire concretamente nei confronti di ciò che può essere dannoso online come il bullismo, i contenuti a sfondo sessuale e le intrusioni di estranei.  Risulta inoltre che anche gli strumenti già esistenti (come per esempio gli avvisi di sicurezza online e il cosiddetto “pulsante antipanico” adottato dai siti di social network) sono poco conosciuti.

Lo studio ha rilevato che, mentre il70% dei genitori parla con i figli di cosa è possibile fare su Internet e più di metà offre consigli pratici e supporto, risultano relativamente pochi gli strumenti tecnici adottati. Solo il 28% sceglie di bloccare o filtrare i siti web e il 24% traccia i siti web visitati dai figli. 
 

Un altro aspetto rilevato è che negli anni passati Internet era considerata uno fra i tanti media, (insieme a TV, cinema e video) attraverso i quali i più giovani potevano accedere a contenuti a sfondo sessuale o pornografico. Ora, invece, l’età alla quale i bambini cominciano a navigare in Internet è sempre più bassa (7 anni in Danimarca e Svezia, 8 anni in molti altri paesi del Nord Europa) e questo comporta la necessità di una maggiore attenzione ai contenuti che possono essere accessibili per i minori in rete. 
 

Sonia Linvigston, professsoressa di media e comunicazioni presso LSE e direttore del progetto EU Kids Online, afferma che i genitori e le aziende ICT cominciano a fare i primi passi perchè Internet sia un posto più sicuro per i figli, ma dovrebbero fare di più.

Sempre secondo la professoressa Livingston, questa ricerca mostra che i bambini accolgono volentieri il coinvolgimento dei loro genitori nell’affrontare i rischi della navigazione online ma che ci sono troppi pochi strumenti per aiutarli a bloccare i contatti, per filtrare contenuti non graditi, avere dei report di quanto avvenuto. La raccomandazione è quella che le aziende creino un numero maggiore di questi strumenti, che tali stumenti siano più facili da utilizzare e che ci sia una maggiore informazione a genitori e bambini circa il loro uso.

Il rapporto suggerisce infine di predisporre risorse e guide per la sicurezza specifiche per più giovani che ora navigano in rete e di sviluppare una maggiore quantità di contenuti positivi e adatti ai più giovani.

Comunque gli autori enfatizzano il fatto che i bambini dovrebbero essere il più possibile spronati a una maggiore responsabilità circa la propria sicurezza in rete  e che ai giovani con ridotte competenze informatiche dovrebbero essere offerte possibilità extra di addestramento e supporto per aumentarne le opportunità per il futuro.

Il raporto completo può essere scaricato dal sito www.eukidsonline.net

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.