La Fujitsu dopo la tastiera presenta anche il mouse biodegradabile. E’ una buona notizia, così come quella dell’adesione di 14 industrie di telefonia mobile all’invito della Commissione di produrre un caricabatterie universale.
La diffusione di iniziative virtuose è importante perchè il problema dell’inquinamento dovuto ai rifiuti Raee (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) è purtroppo un’emergenza mondiale, anche se le normative di molti paesi pongono dei vincoli sullo smaltimento dei rifiuti tecnologici.
Purtroppo grandi quantità di questi rifiuti raggiungono illegalmente mercati o discariche in Africa e Asia dove il riciclaggio delle componenti elettroniche viene realizzato a mani nude, nonostante nella maggior parte dei casi le apparecchiature elettroniche contengano sostanze altamente nocive.
In queste discariche lavorano spesso bambini e ragazzi che estraggono i componenti da rivendere, bruciano gli involucri e le plastiche (diffondendo così fumi altamente nocivi che poi respirano), e lasciano i resti sul luogo. Le conseguenze sono gravissimi danni alla salute, nonché inquinamento del suolo, dell’aria e spesso anche dell’acqua (se i veleni penetrano nel terreno fino a raggiungere le falde acquifere).
Ma cosa fa l’Italia per quanto riguarda i rifiuti Raee?
Nel giugno 2010 è entrato in vigore un provvedimento “Uno Contro Uno” che stabilisce che all’acquisto di una nuova apparecchiatura il rivenditore è tenuto a ritirare gratuitamente la vecchia. La normativa, basandosi sul concetto che chi inquina paga, vuole incentivare la produzione di apparecchiature meno inquinanti.
La legge attribuisce precise responsabilità a Comuni, produttori e distributori stabilendo che:
- i Comuni sono tenuti a predisporre centri di raccolta Raee adeguati;
- i produttori sono tenuti a ritirare i Raee dai centri di raccolta e ad occuparsi dello smaltimento;
- i consumatori sono tenuti a pagare al momento dell’acquisto un contributo per lo smaltimento di questi rifiuti (“Eco-contributo Raee”).
Lo spirito di questa normativa è sottolineare che ognuno deve fare la sua parte, sia provvedendo ad uno smaltimento che non inquini l’ambiente, sia riducendo la quantità di rifiuti Raee; in entrambi i casi anche noi consumatori siamo chiamati a dare il nostro contributo.
Per maggiori informazioni è possibile consultare i seguenti indirizzi:
Comunicato stampa del Ministero dell’Ambiente
Uno Contro Uno. Conosciamo il valore di un rifiuto Raee manuale predisposto da Cittadinanzattiva
Quella che segue è un’indagine realizzata da Greenpeace sui rifiuti RAEE
