Nell’ultima puntata del programma Report della RAI è stata condotta un’inchiesta molto interessante circa l’uso che dei nostri dati fanno aziende come Facebook, Google ecc….
Un problema di fondo è che tali aziende non solo memorizzano i dati che coscientemente autorizziamo a conservare, ma un nostro profilo completo, costruito in base alla nostra navigazione.
La normativa italiana e quella europea pongono alcuni limiti per garantire la privacy dei cittadini, ma il bello del mondo virtuale, la globalità della circolazione delle informazioni, diventa il suo limite quando si tratta di sicurezza e privacy, perchè le normative variano da stato a stato.
Il problema è estremamente complesso e definire dei criteri generali che possano valere per tutti i paesi è estremamente difficile, senza contare che la tecnologia evolve così velocemente da rendere difficile definire delle norme ponderate in tempi utili.
L’inchiesta sittolinea un ulteriore problema: quando vengono posti dei vincoli, siamo sempre sicuri che questo non venga fatto in modo arbitrario (dalle aziende o da alcuni governi)? Possiamo essere realmente sicuri che certe scelte non violino la libertà di espressione?
In attesa che si riesca a trovare una soluzione a questi problemi, cerchiamo per quanto possibile di essere prudenti ….
