Mauro Berti, Responsabile dell’Ufficio Indagini Pedofilia della Polizia Postale del Trentino Alto Adige, ci informa che il cellulare è diventato, oggi, uno strumento estremamente pericoloso nelle mani dei pedofili, utilizzato da questi anche più di Internet.
Questi criminali, infatti, inviano un numero elevato di sms ad altrettanti cellulari, nella speranza, per la legge dei grandi numeri, che qualche bambino o ragazzino, risponda. A questo punto le loro strategie di adescamento possono avere gioco facile con l’ingenuità dei piccoli che sono incappati nella loro rete.
Purtroppo i rischi non finiscono qui, il cellulare è sempre più spesso, come ci racconta lo stesso Berti, uno strumento utlizzato dagli stessi adolescenti per colpire i propri coetanei “che si ritrovano, a seconda dei casi, ad essere a volte carnefici e a a volte vittime dei compagni”. I comportamenti possono andare dal diffondere notizie o immagini private, senza autorizzazione, al bersagliare con continui messaggi denigratori o minacciosi.
E’ importante che i ragazzi acquisiscano una cultura circa i comportamenti online eticamente corretti, prima ancora che legali: per esempio, diffondere un’immagine o dei dati personali di un compagno o di un compagna è un reato, ma è importante che ci sia anche la percezione di commettere un atto riprovevole semplice , che dovrebbe anche essere censurato dalla comunità dei pari, e non una bravata.