Di recente il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva un decreto legislativo che recepisce la direttiva sui servizi di media audiovisivi.
Un’attenzione particolare è stata rivolta alla tutela dei minori con l’introduzione di una disciplina più rigida di quella vigente e applicabile a tutti i fornitori di servizi di media audiovisivi. Sono previste, in particolare, misure volte a evitare che i minori possano assistere a trasmissioni che abbiano contenuti nocivi, quali, ad esempio, i programmi a carattere pornografico, per i quali è previsto un divieto assoluto di trasmissione in orario diurno dalle 7 alle 23.
È inoltre prevista l’introduzione di un apposito sistema di classificazione che si basa su criteri proposti dal Comitato di applicazione del Codice Media e Minori, soggetti alla approvazione del Ministro dello sviluppo economico, e, per quanto riguarda i programmi criptati, di un apposito sistema di controllo parentale che, a differenza di quello precedentemente in uso da parte degli operatori, prevede che ai contenuti nocivi sia in via generale inibito l’accesso, salva la possibilità di disattivazione per default da parte dell’utente attraverso l’inserimento di uno specifico codice.
Per ciò che concerne Internet, nel Decreto viene chiarito a quali servizi audiovisivi deve essere applicata la disciplina prevista dalla Direttiva, con un elenco dettagliato delle attività escluse (tra cui i siti Internet tradizionali, come i blog, i motori di ricerca, versioni elettroniche di quotidiani e riviste, giochi on line). È stato specificato che il regime dell’autorizzazione generale per i servizi a richiesta (diversi dalla televisione tradizionale, con palinsesto predefinito) non comporta in alcun modo una valutazione preventiva sui contenuti diffusi, ma solo una necessità di mera individuazione del soggetto che la richiede con una semplice dichiarazione di inizio attività.
Fin qui informazioni tratte dal sito del Governo.
Resta aperto il problema dei problemi, che è contemporaneamente di carattere tecnico e giuridico: se sui canali televisivi è possibile riuscire ad avere un controllo preciso di chi trasmette e di cosa trasmette, ben più difficile è proteggere i minori da contenuti potenzialmente nocivi in Internet, perchè questo si scontra con la necessità di garantire la libertà di espressione e la nuova modalità di uso della Rete che prevede la possibilità per chiunque, attraverso i social network, i programmi p2p ecc. di diffondere contenuti di qualunque tipo. Finchè la questione non verrà risolta, i genitori e gli educatori dovranno continuare a vigilare.
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Pubblicato da famigliaenuovetecnologie 
